Per tutti quelli che non la conoscono e non l’hanno ancora assaggiata, il Reparto demenziale de la Division de Verona de GustaModena è lieto di presentare…

Tradussiòn:

Noi siamo quelli che stanno a Verona,
siamo matti, ma siamo dei bravi ragazzi…
come la gente di altre città,
abbiamo la nostra specialità:
si chiama pearà.
La pearà, la pearà, la pearà,
di solito va mangiata alla domenica,
con il lesso, col cotechino,
bevendoci dietro un bicchier di vino…
la pearà è una tradizione della mia città.

Andrebbe fatta col midollo d’osso,
ma ci sono anche quelli che non ce lo mettono,
basta un po’ di pan grattato,
formaggio, pepe e brodo buono
e voilà: ecco pronta la pearà.
La pearà, la pearà, la pearà,
di solito va mangiata alla domenica,
è buona anche da sola,
è buona anche pocciata col pane,
la pearà è buona anche riscaldata.

Si può mangiare assieme agli ossi di porco,
o con in mezzo delle croste di formaggio,
ma ci sono anche quelli che fanno la scarpetta al tegame
se è rimasta un po’ attaccata e un po’ bruciacchiata,
la pearà è buona anche un po’ bruciacchiata.
La pearà, la pearà, la pearà,
di solito va mangiata alla domenica,
con il lesso, col cotechino,
bevendoci dietro un bicchier di vino…
la pearà è una tradizione della mia città.

Mi piace quando ci si trova insieme a mangiarla,
è un motivo per stare in compagnia,
ci attacchi dietro delle belle sbornie
se ci mettono dentro tanto pepe…
che bontà che è la pearà.
La pearà, la pearà, la pearà,
di solito va mangiata alla domenica,
è buona anche da sola,
è buona anche pocciata col pane,
la pearà è buona anche riscaldata.
La pearà, la pearà, la pearà,
di solito va mangiata alla domenica,
con il lesso, col cotechino,
bevendoci dietro un bicchier di vino…
la pearà è una tradizione della mia città,
la pearà è una tradizione della mia città,
la pearà è una tradizione della mia città.

(l’influenza mi sta mangiando il cervello)

8 risposte

  1. L'è bona, l'è bona, credimi, niente di ricercato, una cosa semplice e povera, fatta con gli avanzi del pane vecchio.
    La mangiano centinaia di migliaia di persone in provincia di Verona, vuoi non riuscirci tu? Chi non la mangia è perchè non l'ha mai provata o perchè non rientra nella tradizione… col cotechino ben s'intende, e/o zampone, e/o lingua, e/o testina di vitello, codone di manzo, pollo, "regueste" (stomachini di pollo… mmmmmmhhhh…) ecc.

    Domàn la Marta la fa la pearà, STO quasi PER RISORGERE 🙂

  2. Uhhh ,la pearà…che buona 🙂
    Io l'ho mangiata con il lesso(cappone,manzo,lingua,testina di vitello,la mammella della mucca,cotechino)alla Greppia in centro a Verona…
    Ma una domanda mi sorge spontanea…ma il vino che vino dev'essere?Un buon vino autoctono o un piemontese "supertitolato" o quello che piace a me bianco con le bolle della zona di Franciacorta…
    o si può stappare un calabrese di Librandi,un assemblaggio di gaglioppo e cabernet sauvignon…un Gravello del 1989…ce ne rimane giusto una bottiglia 🙂 🙂 🙂 ?
    Aspetto una tua cortese risposta 😉

  3. Barbe peccato che il lambrusco proprio non mi piaccia 😉
    Per una abitante della zona del Sorbara potrebbe sembrare una bestemmia,ma il lambrusco proprio non mi va!

  4. Se vuoi che ti dica la mia… io sarei, ove possibile e senza fissazioni, per bere robe prodotte nel posto dove si beve (e si mangia).
    Quindi un bel Valpolicella Classico del 2009, giovane, il vino più strasso che gavèmo, vino povero (si fa per dire) per la povertà del piatto (che comunque è una salsa di contorno alla carne, quindi meglio i rossi in generale).
    Poi, si può bere di tutto… magari toglierei il Franciacorta.
    Ma se non avessi altro in casa, me bevo anca el Franciacorta 🙂 🙂

  5. Ho lavorato a Verona per un anno e mezzo e tra le varie cose ho assaggiato anche le pereà. Gran cosa, come tante altre ( i gnocchi !! ).
    Se poi parliamo di vini………….