Vi è mai capitato di consumare una bottiglia marchiata D.O.C. il cui contenuto non ha niente a che vedere con il marchio di garanzia?

Da qualche tempo ho l’impressione (in certi casi) che questo marchio venga riportato in etichetta come collegamento ad una zona di produzione o alla denominazione di vino.

Non so se mi sono spiegato, la questione è un po’ complicata, ma trovandomi una bottiglia di prosecco d.o.c. dei colli bolognesi… (è solo un esempio) mi insospettisco… 😉

Una risposta

  1. Caro Barbe, mi sono fatto la stessa domanda pure io e penso che forse alcuni produttori facciano un pò i "furbetti". Mi spiego: i colli bolognesi hanno numerosi vini DOC tra cui il pignoletto, lo chardonnay, lo chardonnay spumante, il riesling, il pinot bianco, il sauvignon etc.. Però nessuna di queste tipologie aveva lo stesso appeal del prosecchino. E allora perchè non scrivere in grande Prosecco per poi scrivere in piccolino in fondo all'etichetta "riesling doc colli bolognesi"?
    Purtroppo mi ci sono imbattuto anche io. Tengo a precisare che le mie sono esclusivamente considerazioni personali e non hanno nulla di scientifico. Bye bye.