Probabilmente avrete già capito leggendo le mie recensioni, che mi piacciono le piccole cose, i particolari, quelle piccole gemme che, se assaporate con dovizia, riescono a riempirti la vita.
A questo proposito, alcuni anni fa, un mio caro amico mi ha regalato un libercolo che racchiude molta della mia sensibilità (ed anche della sua) e che presenta al suo interno l’amore e l’apprezzamento per quei piccoli gesti e per quei piccoli piaceri che ci rendono speciali.
Considerato il fatto che non tutti riescono ad apprezzare le piccole gioie della vita, voglio però condividere con voi alcuni passaggi di questo libro, piccolo ma molto tenero, perché sono certo che molti di quelli che leggeranno queste righe, si emozioneranno…..ma solo un po’.
Inizio con il capitolo che dà il nome al libro.
“LA PRIMA SORSATA DI BIRRA
E’ l’unica che conta. Le altre, sempre più lunghe, sempre più insignificanti, danno solo un appesantimento tiepido, un’abbondanza sprecata.
L’ultima, non sempre, riacquista con la delusione di finire, una parvenza di potere….
Ma la prima sorsata!
Comincia ben prima di averla inghiottita. Già sulle labbra un oro spumeggiante, frescura amplificata dalla schiuma, poi, lentamente sul palato, beatitudine velata di amarezza.
Come sembra lunga, la prima sorsata.
La beviamo subito, con un’avidità falsamente istintiva.
Di fatto, tutto sta scritto: la quantità , né troppa né troppo poca che è l’avvio ideale; il benessere immediato sottolineato da un sospiro, uno schioccar della lingua, o un silenzio altrettanto eloquente; la sensazione ingannevole di un piacere che sboccia all’infinito…..
Intanto, già lo sappiamo. Abbiamo già preso il meglio.
Riappoggiamo il bicchiere, lo allontaniamo un po’ sul sottobicchiere di cartoncino.
Assaporiamo il colore, finto miele, sole freddo.
Con tutto un rituale di circospezione e di attesa, vorremmo dominare il miracolo appena avvenuto e già svanito. Leggiamo soddisfatti sulla parete di vetro il nome esatto della birra che avevamo chiesto. Ma contenente e contenuto possono interrogarsi, rispondersi tra loro, niente si riprodurrà più. Ci piacerebbe conservare il segreto dell’oro puro e racchiuderlo in formule.
Invece, davanti al tavolino bianco chiazzato di sole, l’alchimista geloso salva solo le apparenze e beve sempre più birra con sempre meno gioia.
E’ un piacere amaro: si beve per dimenticare la prima sorsata.
Tratto da “La prima sorsata di birra” di Philippe Delerm
Edizioni frassinelli.
N.B. Questo libro è stato recentemente ristampato da Sperling & Kupfer ed è di facile reperibilità .
Avevo semplicemente voglia di farvelo conoscere, spero abbiate apprezzato.
P.s.: Grazie Matteo.
Grazie Marci, fighissimo.
Caro Frittella, un delizioso estratto, davvero.
Ci si possono leggere davvero tante cose : una metafora delle piccole gioie quotidiane, l' ebbrezza di un primo amore, o dell' inizio di una nuova vita, la rinascita di una persona dopo un periodo nero..
o semplicemente il piacere che ti da' ritagliarti pochi minuti per gustarti quella spumeggiante bevanda fresca e coccolarti un po'.
grazie per aver condiviso con noi questa "chicca ".
🙂
Grande Frittella!!Bere per ricordarsi di degustare meglio e bene.Una degustazione affrettata e compulsiva,associata a varie problematiche,può portare spesso a subdole quanto striscianti sindromi etiliche.
Un salutone!!
Devo davvero imparare da questo post….sono una che beve e mangia troppo in fretta….come dice il mio mirlino…." sono una specie di bud spencer di classe…." 🙁
Non è casuale che molte pubblicità di birra evidenziano questo particolare momento.
Ero sicuro che avreste capito la piccola verità che si nasconde nei nostri piccoli rituali.
A presto un altro capitolo.
@funghetta: non ci siamo mai visti di persona, ma associarti a Bud Spencer mi fà un certo effetto 🙂
Non avrai mica tutti quei peli!!! 🙂 🙂
E oltre a tracannarti birra come un camionista, fai anche la gara a wurstel come in altrimenti ci arrabbiamo? 🙂 🙂 🙂
Un'abbraccio.
infinitamente piacevole..l'ho letto diversi anni fa e lo ricordo come una coccola, semplice e dolcissimo..oggi me lo vado a riprendere visto che è rimasto dalla mamma… 😉
Hai detto bene pasticcino, è proprio una coccola.
A presto.
Ecco!
Che dire… la prima birra non andrebbe bevuta in più di tre sorsi 😉 naturalmente parlo di birra da mezzo o pinta 😉 🙂
Il primo sorso è quello del goloso, il secondo è per il
curioso, il terzo e quelli a venire per l'amante 😉