Circolo Faeti

Località: Ubersetto di Formigine (MO)

Data: 16/11/2012

Utente: ice

35 recensioni dal 30 Aprile 2010

Contesto:

Prezzo: 20.00 € - Coperti: 1

Voto: cappellocappellocappellocappellocappello

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era la prima volta che mi recavo in questo locale, che non ha pari: un ponte tra passato e presente, qualcosa di fuori dal mondo, direi quasi un altra dimensione come potrebbe essere il mondo di JRR Tolkien e il nostro MedioEvo</p>
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Il locale si presenta come un bar di paese con annesso sala ristorante, in tutto sono 2 sale.</p>
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La sala all'ingresso è quella bar, col bancone, ma è anche circolo ricreativo a disposizione della "collettività". E infatti quando siamo arrivati noi (22:15 del venerdi sera) un gruppo di ragazzi aveva preso il posto che immagino di giorno sia occupato da qualche vecchio pensionato che gioca a carte....Invece i ragazzi avevano unito 4 tavoli e stavano facendo un lan-party di qualche rpg genere fantasy (la versione pc dei giochi di ruolo pre internet...un nome su tutti D&D)</p>
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Voi vi chiederete perchè tanti dettagli e tante similitudini su questo aspetto....il motivo è presto detto...il cameriere era un ragazzo coi capelli rossi e crespi e un lunghissima barba intrecciata con cura, che non avrebbe sfigurato nel ruolo del Nano Gimli nella Compagnia dell'Anello          MITICO!!</p>
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menù:</p>
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PRIMI</p>
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2x bis tagliatelle ai funghi e tortelloni vecchia modena (ripieno di ricota e spinaci, sugo pancetta e panna)</p>
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SECONDI:</p>
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2x gnocco e tigelle con affettati misti e formaggi</p>
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1x tagliata di cavallo rucola, grana e aceto balsamico</p>
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1x Campanone</p>
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1x caffè d'orzo</p>
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spesa 60.00E</p>
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I tortelloni erano ...ONI, 3 riempivano un piatto, fatti a mano, ottimi</p>
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ottime e fatte a mano anche le tagliatelle, forse un po troppa panna</p>
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il gnocco era fritto nello strutto <em>(e questo è sempre un pregio perchè il gnocco fritto è un pordotto della tradizione, nato quando in emilia l'unico olio che si trovava nelle case era quello di lino x i mobili , oppure quello di noci, ma per cucinare c'era solo lo strutto)</em> e le tigelle erano panose, ma con la mollica asciutta e leggera (tigella di pianura panosa)</p>
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Il salume era quello di GIGI, immancabili i ciccioli, in versione "campagnoli"</p>
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piccolo escursus sulla tassonomia delle crescentine (aka tigelle), io le divido in 2 macrocategorie:</p>
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<strong>di montagna</strong>, l'originale sono panose, perchè dovevano saziare col pane...il companatico una volta era un lusso....</p>
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si dividono in 2 sotto categorie: quelle con crosta spessa e mollica compatta tipo gnocco ingrassato fatto in casa tipiche della zona collinare fino a Pavullo, poi c'è il tigellone dell' Alto Frignano, che invece ha la crosta sottile e friabile e una mollica piu "bagnata" ed è grande quasi quanto una piadina</p>
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<strong>di pianura</strong>:a loro volta si dividono in quella panose, ma con una mollica leggera e asciutta che assomiglia a quella di un bauletto o di una crocetta/coppia e ci sono quelle moderne, dei ristostanti tigellerie, che sono vuote, sottili come dei cracker vitasnella, perchè le giovani e viziate generaizoni possano consumarne in abbondanza e con loro tanto salume</p>

Commenti (7)