Località : Modena (MO)
Data: 22/08/2013
Utente: testapelata
488 recensioni dal 12 Settembre 2010
Contesto: cena romantica
Prezzo: 18.50 € - Coperti: 2
Voto:




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Da dove possiamo cominciare ? Già perché quando mi viene da raccontare un’esperienza diversa ho bisogno di ispirazione , un’ispirazione che viene da lontano, da molto lontano, sia parlando di distanza che di ricordi: 1991 oltre tre settimane in India, specificatamente in quella regione dell’India che arriva quasi al confine con il Pakistan, il Rajasthan, terra di Marajà , di contraddizioni, di mercati, di tigri, ricordi che vanno agli appostamenti all’alba a Rantambore, all’assalto al treno per jaisalmer, ai topi di Agra, alla magia del Taj Mahal e per la serie “ricordi di viaggio” ci fermiamo qui .</p>
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Sapevo che a Modena era esistito un ristorante indiano, notizie frammentarie lo davano per chiuso, riaperto, richiuso, poi, una di queste mattine, mi arriva una mail pubblicizzante un’offerta, controllo meglio, viene da’’India , precisamente dal Ristorante India di Modena, mi informo meglio, ha riaperto da un paio di mesi con nuova gestione .</p>
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Qualche secondo di riflessione, visita al sito, preciso ed esauriente, con tanto di menù e prezzi, deciso, tento la telefonata al fisso, non risponde nessuno, mando una mail di prenotazione per la sera del giorno dopo e dopo qualche ora mi arriva la risposta :</p>
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mittente: sukhwinder singh</p>
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testo: <em>prenotazione confermata grazia per scelta della ristorante indiano.</em></p>
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Splendido, a casa non dico nulla se non che la sera dopo si va in un ristorante a sorpresa. e sorpresa, peraltro graditissima, sarà.</p>
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Il locale è situato all’angolo fra Via Pelusia e Via Pergolesi, zona modena est, non lontano dal centro commerciale I Portali, sinceramente il quartiere non è proprio dei più pittoreschi, anzi, è un pochino triste.</p>
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Veniamo fatti accomodare sulla terrazza esterna, tavoli in plastica, tovagliato in stoffa, piatti e sottopiatti, paesaggio esterno un po’ triste, la strada, visto il periodo estivo, non è trafficata, si sta più freschi che all’interno.</p>
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L’interno però merita una descrizione: tavoli in legno, sedie in legno, anche all’interno tovagliato in stoffa e piatti e sottopiatti, fiori finti (ma molto belli) su ogni tavolo, pareti dipinte di un bel rosso, quadri alle pareti, ambiente pulitissimo, stile orientaleggiante, molto bello.</p>
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Il Signor Singh cura direttamente la presa delle ordinazioni, è un signore alto, scuretto, dai tipici lineamenti indiani, precisamente del nord dell’India, veste una elegante camicia bianca e porta la biro nell’orecchio (molto pittoresco), parla sufficientemente bene l’italiano ed alle ordinazioni interviene annuendo o disapprovando, ma sempre con un “nobile distacco” .</p>
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La carta è molto ricca, si può spaziare fra piatti vegetariani e piatti di carne e pesce, è presente il pollo, l’agnello, anche il maiale, non la carne bovina……….e mi tornano in mente le motivazioni delle furibonde liti fra indù e musulmani, per i primi la vacca è sacra, mentre i secondi le vendono nelle loro macellerie a cielo aperto, India terra di contraddizioni, di diverse culture, di diverse religioni.</p>
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Sono presenti anche quattro menù completi, uno di pesce (Mumbai), uno vegetariano (Punjab), uno standard ed uno mix.</p>
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Mentre Gherta sceglie il Punjab io propendo per lo standard per poi ordinare il mix , la mia vista non è più quella di una volta e la luce crepuscolare mi ha fatto evidenziare la pagina errata !!!</p>
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D’altro canto un amico, proprio il giorno prima mi ha detto: alla nostra età la vista la si cura andando dall’ottico per acquistare un paio di occhiali o andando dall’ortopedico per farsi allungare le braccia……….io tengo ancora buona la seconda ipotesi, ma i risultati non sono sempre confortanti.</p>
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I menù completi comprendono un antipasto fisso, un pane (scelta fra due), un secondo (scelta fra tre) ed un dolce (scelta teorica fra tre e poi in realtà fra tutti i dolci presenti), occorre poi aggiungere € 1,50 di coperto e le bevande, alla fine spenderemo 37 euro in due !!!!</p>
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Andiamo con ordine, per entrambi i menù l’antipasto è il medesimo</p>
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<u>samoosa:</u> piselli e patate in sfoglia e <u>pakora:</u> melanzane in pastella di farina di ceci, fritte</p>
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uno splendido piatto che ricorda il cibo di strada spesso apprezzato in quel viaggio dove i ricordi si perdono, il fritto non è leggerissimo, ma il sapore è ugualmente delicato, ci vengono presentate anche alcune salse, una dolciastra, un paio speziate ed una “very hot”, mango piccante, qualcosa di diabolico !!!!</p>
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In accompagnamento all’antipasto ed alle salse, arrivano anche:</p>
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<u>cheese naan:</u> focaccia di farina bianca ripiena di formaggio</p>
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<u>stuff paratha:</u> focaccia di farina bianca ripiena di verdure</p>
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sono molto soffici, molto delicate, i ripieni si sentono ma non sono molto invasivi…………ed i ricordi ritornano ad una cena ad Agra, allietata dal suono di un sitar, dove gustai un cheese naan con il quale lottai tutta notte !!!</p>
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Si prosegue con il piatto principale, dal menù Punjab è stato scelto il</p>
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<u>navratam korma</u>: nove verdure cucinate con panna, frutta secca e spezie , ne assaggio una forchettata, è veramente molto buono, è poco più che delicato, le spezie si sentono ma non storpiano il piatto.</p>
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dal menù mix io scelgo</p>
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chicken shahi: bocconcini di pollo cucinati in salsa delicata di panna con zafferano, mandorle, anacardi, aromi e spezie , piatto delicatissimo, forse fin troppo, il pollo è tenerissimo, la salsina abbondante, veramente di buon livello.</p>
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I secondi sono accompagnati da riso basmati semplice, da usare come accompagnamento, come in quasi tutte le cucine orientali e del sud del mondo : chicchi lunghi, separati fra loro, cottura perfetta.</p>
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Siamo pieni ma sappiamo che manca il dolce e scegliamo</p>
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<u>halva: </u> tortina a base di semolino, vorrei evitare di dire che io non sono un estimatore di dolci e questo non mi permette un giudizio preciso, in ogni caso questo “halva” si lascia mangiare ma non mi suscita alcuna considerazione particolare, oserei dire senza infamia né lode.</p>
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<u>kheer</u>: budino di riso con uvetta, non è un budino, assomiglia di più a riso cotto nel latte con l’aggiunta di uvetta, fra le altre cose il latte è molto pannoso, se debbo dare un giudizio lo definirei “discreto” ma, come capita spesso, avrei mangiato più volentieri un’altra focaccia.</p>
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Abbiamo pasteggiato con acqua minerale, il the speziato era stato sconsigliato dal Signor Singh e con uno splendido</p>
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Lassi: che altro non è che un frullato di yogurt salato e speziato, mi è stato servito bello fresco in un bicchiere da birra tipo weiss, a prima vista poteva sembrare una birra media ; questa bevanda si sposa alla perfezione con i cibi speziati o piccanti riducendone un po’ l’impatto che in alcuni casi (vedi salsa piccante al mango) può essere “devastante” .</p>
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Splendida esperienza, bel ristorante, ottimi piatti, servizio impeccabile, riscoperta di sapori quasi dimenticati, mi sento di concedere un cappello in più di quello che forse meriterebbe proprio per i ricordi che mi ha fatto tornare alla mente .</p>
rolando (26/08/2013):
ho guià in tasca un coupon glamoo da utilizzae per questo locale :)