Località : Ca' bertacchi di Viano (RE)
Data: 02/04/2015
Utente: testapelata
488 recensioni dal 12 Settembre 2010
Contesto: baracca con gli amici
Prezzo: 25.00 € - Coperti: 4
Voto:




<p>E dopo gli appuntamenti modenesi vediamo un po’ di non fare torto a nessuno e dirigiamoci verso gli Itinerari Gastronomici Reggiani, giunti quest’anno alla ventesima edizione.</p>
<p>Conosco il ristorante da anni, è sempre stato punto d’incontro per gli abitanti di Cà Bertacchi, come dice il nome, la cacciagione ha sempre fatto la parte del leone ma i piatti della tradizione ne sono sempre usciti a testa alta.</p>
<p>Locale semplice, si entra dal bar e si prosegue per l’ampia sala, tovagliato in stoffa, doppio bicchiere, tutto molto semplice ma preciso, arrivano anche pane e grissini ed un paio di bottiglie di acqua (naturale e frizzante).</p>
<p>Da bere optiamo per un lambrusco a marchio “il cacciatore” prodotto dalla Cantina Bertolani di Scandiano, “al liga in boca”, come i vini che facevano i nostri contadini, un gusto cui siamo sempre meno abituati ma che apre a ricordi di anni che non torneranno più.</p>
<p>E si parte con un antipasto corposo composto da un paio di pezzi di Cipollata al forno e un paio di pezzi di Erbazzone reggiano, la cipollata è asciuttissima, saporita, la delicatezza della cipolla trasuda allegria in questo semplicissimo piatto, altrettanto semplice l’erbazzone, pasta alta, tanta bietola, le nonne sarebbero contente.</p>
<p>E proseguiamo con i primi.</p>
<p>Pappardelle ai funghi misti, pasta a doga alta, al dente, un sugo che racchiude diversi tipi di fungo e si va a sposare perfettamente con la pappardella;</p>
<p>Tortelli di erbette, il classico tortello reggiano dove abbondano le bietole, nella classica forma “a raviolo” (lo dico per i modenesi perché per i reggiani quella è la forma del tortello) condimento semplice di burro e parmigiano-reggiano;</p>
<p>e via anche con un assaggio (per modo di dire) di passatelli in brodo, molti fini, molto semplici, quasi a sciogliersi in un sapido brodo, il tutto servito in porzioni singole nella classica “zuppiera di una volta”.</p>
<p>Sui secondi possibilità di scelta fra stracotto di daino e stinco di maiale arrosto (che prenderà solo Enrica e ne resterà estasiata), il daino è tenerissimo, il simpatico gestore sottolinea “cacciato e non d’allevamento”, speziato il giusto, senza esagerare, un sughetto “da scarpetta”, ma è una pratica che non pongo mai in essere.</p>
<p>Di contorno patate al forno senza infamia né lode anzi, per dirla tutta, più infamia che lode.</p>
<p>Cipolline in agrodolce splendide ed assaggio anche una di quelle all’aceto balsamico abbinate allo stinco, per me perfette!</p>
<p>E per finire una vasta scelta di dolci, io vado diretto verso la zuppa inglese, tradizionale, stessa quantità di crema gialla e di crema al cioccolato, sufficientemente liquorosa, siamo tornati indietro di diversi anni.</p>
<p>Gli altri divagano fra una torta nera al cioccolato (definita una bomba calorica), un cheesecake ai frutti di bosco (pare il più buono mai assaggiato) ed un dolce pere e cioccolato quantomeno molto originale.</p>
<p>Chiudo con un caffè.</p>
<p>Locale alla buona, semplice, senza pretese, quei locali che amiamo definire “di una volta”, dove il tempo si è fermato, in realtà l’attuale gestore è giovane, sicuramente l’esperienza è in cucina. </p>