Località : Regnano di Viano (RE)
Data: 16/04/2015
Utente: testapelata
488 recensioni dal 12 Settembre 2010
Contesto: baracca con gli amici
Prezzo: 27.00 € - Coperti: 7
Voto:




<p>Erano diversi anni che non tornavo al Vulcanetto, locale storico delle colline reggiane, si trova a Regnano a cavallo delle valli dei torrenti Crostolo e Tresinaro e deve il nome ai vulcanetti dovuti alla presenza di idrocarburi gassosi che affiorano in superficie in conetti fangosi.</p>
<p>Il ristorante è esattamente di fronte al parcheggio del parco, ampia sala con grande camino/braciere, tovagliato in stoffa pesante, sempre un ottimo biglietto da visita.</p>
<p>Ci accoglie il gestore di sempre, il Signor Aldo, un personaggio, gli anni passano ma lui somiglia sempre a Stalin, ad ogni portata una battuta, una disquisizione, un suggerimento su come gustare al meglio i suoi piatti.</p>
<p>Siamo in sette, il menù questa sera è fisso, anche il prezzo della serata che comprende un discreto lambrusco locale dell’Azienda Agricola Reggiana.</p>
<p>Partiamo subito con un bis di primi che, con i continui rinforzi, avrebbe potuto già essere sufficiente e dire che sull’opuscolo veniva riportato “tortelli o cappelletti” ed invece la “O” è stata tramutata in una “E”.</p>
<p>Tortelli verdi, conditi con solo burro e parmigiano-reggiano, serviti in tavola dalla simpatica ragazza dell’est; forma classica a raviolo, pasta spessa, ripieno semplice, credo di averne mangiato tre piatti.</p>
<p>Cappelletti montanari ai funghi, anche qui siamo sul semplice, conditi in bianco con un mix di funghi, non abbiamo lesinato e ci siamo fatti onore.</p>
<p>Un breve intermezzo con indivia e pomodorini alla brace e si prosegue con:</p>
<p>polenta alla brace con lardo, marmellata ed aglio piacentino , il Sig. Aldo ci impone di non mischiare il lardo con la marmellata ma di gustare anche l’aglio al naturale, facendo fuoriuscire lo spicchio dalla camicia;</p>
<p>tuberi sotto la cenere, patate del trentino cotte con la loro buccia, qui il consiglio è di tagliarle in due, spalmarle di riccioli di burro ed aggiungere un generoso pizzico di sale grosso;</p>
<p>ed appare anche il “contorno”, salsiccia alla brace e costine, servite in quantità industriale;</p>
<p>cipolla pavese cotta con la buccia, digestiva, da mangiare con alcune gocce di limone.</p>
<p>Breve pausa ed arriva quello che, per definizione, è il “piatto principe”, Parmigiano-Reggiano della latteria di Tabbiano con le pere e il miele, il re dei formaggi è sempre buono, in qualunque maniera lo si gusti, scaldato sulla brace, gustato con il miele o semplicemente accostato alla pera, ricorda quei sapori che pian piano dimentichiamo, come ad esempio la crosta nel minestrone.</p>
<p>E a conclusione non poteva mancare la frutta alla griglia, tocchetti di banana cosparsi di cacao, una delicatezza “da gustare”.</p>
<p>Per finire un mix di torte della casa, al limone, crostata, ecc.</p>
<p>Mi permetto un distinguo, da anni, oserei dire da sempre, il menù varia di pochissimo, se non per la stagionalità dei vegetali proposti, ma la qualità è sempre la stessa: è proprio la continuità che ha fatto la fortuna di questo posto e soprattutto il rispetto di una tradizione che si perde negli anni.</p>
<p>E il Signor Aldo? Bisogna prenderlo com’è, forse non è simpaticissimo, forse è un po’ rustico, sicuramente un sorriso in più non guasterebbe, ma impersona una filosofia di vita diversa da quella cui ci stiamo abituando.</p>
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pippi (20/04/2015):
bel posticino anche questo direi ... non ne sbagli una
nickmanofredda (22/04/2015):
Ci andavo una ventina di anni fa...uguale!aglio sotto la brace,e il resto.chissa perché ho fatto passare così tanto tempo.mi hai fatto venir voglia di tornarci..
cicioun (24/04/2015):
mangiato abbiam mangiato , anche abbondantemente !! sulla "simpatia" potremmo intavolare una discussione di ore :rofl: