La Cà di Mat

Località: Campogalliano (MO)

Data: 29/10/2015

Utente: lisus

232 recensioni dal 05 Ottobre 2010

Contesto: cena di lavoro

Prezzo: 29.00 € - Coperti: 1

Voto: cappellocappellocappellocappellocappello

<p>Una cena di lavoro è l’occasione per provare il menù proposto da questo ristorante nell’ambito della rassegna dei Piatti della Bilancia.</p>

<p>Come concordato, per le 20.45 arriviamo al locale, un bel rustico ristrutturato, ampio e curato.</p>

<p>I tavoli sono distanziati, l’apparecchiatura curata, l’atmosfera tranquilla. In tavola viene portato un cestino con pane e due tipi di grissini artigianali, di cui uno con sesamo, e le bottiglie d’acqua, una naturale ed una frizzante; il vino viene servito al calice: ad ogni portata un vino diverso, abbinato al cibo.</p>

<p>Partiamo con l’assaggio di antipasti, serviti in un unico piattino: involtini su speck con polenta concia, sfogliatine di finferli e bombetta di cipolla fritta. La cipolla era ripiena di carne macinata, tipo polpettina, poi perfettamente impanata, fritta e servita bollente, l’antipasto che ho gradito di più, mentre ho trovato eccessivamente sapido l’involtino di speck. Vino in abbinamento un pignoletto.</p>

<p>Seguono passatelli saltati con culaccia e zucca su una crema di cavolo nero: detta così potrebbe lasciare perplessi ma il cavolo nero risultava veramente delicatissimo e smorzava il gusto deciso della culaccia; è il piatto che ho preferito tra tutti quelli presentati, anche se i passatelli, a voler essere pignoli, potevano avere un po’ più di Parmigiano nell’impasto. In abbinamento un vino rosato, se non ricordo male un lambrusco.</p>

<p>Il secondo invece, mini costoline di “nero di Parma” in crosta di sesamo, è servito tiepido e la carne non risulta tenera; buono lo sformato di patate viola e cavolfiore. Da bere un bicchiere di Gutturnio.</p>

<p>Siamo ormai sazi ma quando arriva il dolce un posto si trova e tutti spazzoliamo i piatti: l’aspic di arance pulisce in bocca, pur non essendo aspro, lo zabaione sul quale è adagiato è molto delicato, quasi una crema inglese e la panna montata a guarnizione sa effettivamente di anice, come era indicato nel menù. Il vino servito è un moscato. Finiamo con 3 caffè e un orzo.</p>

<p>Nel complesso siamo stati bene, i tempi di servizio sono stati perfetti ed io personalmente ho gradito la presenza di molta verdura in menù, cucinata in abbinamento o in modo non usuale.</p>

<p>Lo reputo un ristorante solido, senza voli pindarici, ma con spunti interessanti; il voto più appropriato sarebbero 3 cappelli e mezzo, ma ne assegno volentieri quattro da incoraggiamento per i figli, che in seguito alla recente e prematura morte del papà hanno deciso di affiancare la madre nella gestione del ristorante.</p>