La Bottega del paese di Don Camillo

Località: Brescello (RE)

Data: 27/02/2009

Utente: damiani

37 recensioni dal 05 Settembre 2008

Contesto:

Prezzo: 22.00 € - Coperti: 1

Voto: cappellocappellocappellocappellocappello

Vi è mai capitato di guidare verso mezzogiorno e rendervi conto di dover mangiare assolutamente nel primo posto che trovate? Bene, a me è successo sull'argine dopo Sorbolo, di ritorno dalla fiera di Parma, un venerdì mattina. Vedo il cartello Brescello e scendo in paese con lo stomaco che reclama. Il paese mi ha sempre fatto molta simpatia e non solo per le note vicende cinematografiche che nel primo dopoguerra hanno dato vita ai racconti di Guareschi, cari a noi padani della Bassa.
Parcheggio di fronte al museo dedicato a Camillo e Peppone e scorgo il locale in questione.
Una stanza rettangolare per circa 50 coperti con muri rosso Borgogna e almeno un centinaio di foto di scena delle imprese del parroco democristiano e del sindaco comunista.
Vengo accolto da una bionda gentilissima e mi sistemo al tavolo con la copia del Resto del Carlino a leggere con cuore gonfio di dolore il prossimo ritiro dal calcio di Nedved e con l'atroce sospetto di essere capitato in un baraccone per turisti.
Ma ho fame!
La ragazza mi elenca subito i primi senza passare per l'antipasto (ma non c'è?): ho fame si, ma non per un pasto completo, per cui non indago. Tortelli di zucca con soffritto, tortelli verdi con burro e parmigiano, trippe, qualcos'altro che non ha attirato la mia attenzione e tagliatelle con culatello, che scelgo senza esitare. Per secondo ci sono coppa al forno, scaloppine all'aceto balsamico, spezzatino di vitello, qualcos'altro che non ha attirato la mia attenzione e salsiccie in umido con aceto balsamico. Per contorno solo radicchio scottato all'aceto balsamico e verdure cotte (fagiolini e carote).
Sarei più per ordinare primo e contorno ma le scarse opzioni mi orientano verso le salsiccie. Chiedo se è possibile avere una mezza porzione e vengo accontentato.
Dopo breve attesa arriva direttamente lo chef dalla cucina con il mio primo fumante. Le tagliatelle sono lisce come il culetto di un bambino (…macchinetta!) e annegate in un mare di passata di pomodoro che il fuoco lo ha visto appena. Ogni tanto si affaccia a supplicare perdono qualche brandello di salume che a mio avviso sarebbe stato in migliore compagnia di burro fuso e abbondante parmigiano (connubio padano inossidabile, in questo caso sciagurato è solo la Febbre del Pomodoro che affligge anche quel gran cuoco di mio suocero, lui però veracemente napoletano…). Il risultato di questa scelta è un piatto di pasta che avrebbe potuto cucinare chiunque abbia la capacità di sopprimere il gusto soave del culatello in un mare di acidità. Questa, si badi, è solo la mia modestissima opinione. Tutto sommato il sugo non è salato, come spesso succede cucinando un salume, e ha il pregio di smorzare i ricatti della mia pancia .
Dopo le notizie di cronaca (muore la sorella del cavaliere nano, siamo d'accordo con i francesi per la costruzione di 4 centrali atomiche..ma non c'è gia stato un referendum che ha detto NO?, il Milan esce dalla coppa del nonno, ecc..) arriva il mio secondo: quattro rocchetti di salsiccia con intingolo all' aceto balsamico e due palline (si, fatte con il pallinatore da gelataio..) di polenta.
E' tutto abbastanza ordinario e l'atteso contrasto dell'aceto è ridotto a qualche languido colpetto di sapore. Finisco il secondo velocemente e giusto per curiosità chiedo cosa propongono di dolce: “Oggi c'è poco- mi dice la biondina- solo creme caramel e pere cotte nel lambrusco.” “Perfetto – dico- , caffè ristretto”.
Il conto è stato di € 22. La distinta indicava due cose che mi hanno fatto abbastanza incazzare: un quarto di lambrusco non frizzante senza infamia né lode a € 2,5: per cui se ne ordinavo un litro spendevo € 10? e il fatto che ci fosse segnata la mezza porzione di salsicce a € 7: per cui se ne ordinavo una intera spendevo € 14?.
Concludo la recensione con alcune riflessioni:
1- Oggi la fame mi ha incastrato, riducendo il mio proverbiale fiuto di scova-trattorie a una barzelletta per turisti rimasti a piedi tra Parma e Sabbioneta;
2- E' giusto per il Culatello, dono di Dio agli esseri umani, finire in un sugo per la pasta, qualunque esso sia?
3- Devo abituarmi a guardare le ricevute PRIMA di salire in macchina, così almeno posso sbugiardare le vane promesse di mezze porzioni con il conto alla mano;
4- La visione futura dei capolavori in bianco e nero di Don Camillo e del Compagno Peppone sarà indelebilmente legata a questa infausta mangiata e non più ai sabati sera da bambino a guardare la tele con la nonna Iris.

Il voto sarebbe di 1 cappello, ma rendo atto alla mia sciaguratezza di pendolare affamato e alla cortesia piemontese del personale.

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