Osteria La Cantinella

Località: Barolo (CN)

Data: 06/12/2010

Utente: carolingio

327 recensioni dal 21 Dicembre 2009

Contesto:

Prezzo: 21.50 € - Coperti: 1

Voto: cappellocappellocappellocappellocappello


Non sono un grande amante dei musei, ma per il WiMu, il Museo del Vino dentro il castello di Barolo, magari si può fare un'eccezione, anche perché è stato allestito da François Confino, lo stesso architetto che ha progettato il Museo del Cinema a Torino, quello della Villette a Parigi e la mostra inaugurale del Centre Pompidou, sempre a Parigi.

L'Osteria La Cantinella (da non confondersi con La Cantinetta, altro locale in paese che mi avrebbe ispirato) è proprio sotto il castello, in una vecchia casa del centro storico, ristrutturata da una quindicina d'anni circa.
Quando organizzo questi “sopralluoghi” :) lontano da casa, dopo l'entrata sulla mia scrivania di Internet, predispongo di andare a mangiar bene, in posti dove non si spenda tanto, quindi studio la situazione ed è difficile che prenda fregate.

La trattoria è un grande salone a volte di mattoni faccia a vista, ben arredato, con cura. La mamma fa da mangiare, la figlia fa la cameriera, il papà, che ha la stessa voce roca del Ginettaccio nostro, prende le ordinazioni, i schèi e fa servizio bar al bancone, disposto in un angolo della sala. I bagni sono belli e puliti.

In tavola il solito cesto di ottimi grissinoni piemontesi ruvidi. Ci viene quindi portata una bottiglia di minerale gasata e un calice di Barbera per me. Il falchèto aveva la proverbiale vista ancora annebbiata dall'alcol dell'Oreste e gli veniva male sentir parlare di vino, io mi sono MODERATO.
Molto buono e aromatico comunque il Barbera, servito opportunamente a temperatura ambiente, di cui non mi sono appuntato niente, e quindi prendetelo così, sulla fiducia, scusate.

Ci facciamo portare un antipasto in due: tortino di porri con fonduta di formaggi d'Alba, in tre pezzotti parallelepipedi abbastanza grossi, squisito, gustosissimo, una bella ricetta.
Ancora un primo in due e ancora un piatto tendente all'abbondante: gnocchi di patate di montagna (almeno, così hanno scritto sul menu) con fonduta di Gorgonzola di Novara. Molto buoni anche questi.

Pure di secondo ne ordiniamo uno e facciamo bene, perché in questo caso la quantità è spaventosa. Bollito misto: testina di vitello eccezionale, salame cotto buonissimo, aletta di gallina normalmente buona, codone di manzo meraviglioso, tenerissimo, lingua ugualmente tenera e buona. Più che piatto, era una terrinetta, piena anche di brodo, che, nonostante l'altissima qualità della carne e la cottura perfetta, siamo riusciti in minima parte ad avanzare.

Pienissimi, anche perché un'oretta prima ci eravamo rimpinzati dei formaggi e dei grissini alla cantina Brezza, rinunciamo al dolce e ci facciamo portare il conto dal Ginettaccio: 43 euro, molto, molto bene.
Se uno dovesse guardare l'elenco delle portate, forse direbbe che è un tantino alto, ma avendo constatato la quantità consistente e la qualità elevata, direi che siamo andati bene.
Certo, i 21,50 euro a testa sono tarati sulla nostra fame del momento, ma anche se fosse arrivato un primo o un secondo in più, e avessimo speso cinque-sette euro in più a testa, o anche se ci avessimo aggiunto il dolce, sarebbe andata bene lo stesso.
Per un giudizio completo, mi manca il dessert, ma non è colpa loro: nell'incertezza, sono di manica un po' larga e credo di non sbagliare, gli altri piatti che vedevo passare erano fantastici. Il servizio è stato ottimo. Chi dovesse andare a Barolo, lo tenga presente.


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