Sembra che qualcuno ci abbia sentito confondere scherzosamente il bianco dell’asparago col bianco del Soave.
Riporto, per completezza, quanto scritto da L’Arena di Verona, in questo caso mettendo in vetrina l’est veronese e in secondo piano l’ovest.

Da aprile a maggio, nei ristoranti lungo la Strada del vino Soave, si celebra il felice matrimonio tra l’asparago bianco di Verona e il «bianco» più famoso d’Italia, prodotto dalle cantine del Soave Doc e Docg.
L’asparago è l’ortaggio protagonista della tavola primaverile. Nel Veneto, tra le zone più vocate per la coltivazione, c’è senza dubbio la nostra provincia, in primis Arcole, Belfiore, Cologna, Mambrotta di San Martino Buon Albergo, ma pure Rivoli.
Quest’anno tra aprile a maggio si tiene «Asparagi, Signori in tavola», manifestazione promossa dal Consorzio di valorizzazione dell’Asparago di Verona. La manifestazione gastronomica è nata per festeggiare la produzione di qualità dell’asparago bianco, che in questi due mesi viene servito fresco nei ristoranti, nelle feste e negli agriturismi che hanno aderito all’iniziativa.
Tra essi, ci sono anche cinque ristoranti della Strada del vino Soave: il ristorante Tregnago di Montecchia, l’Antica Trattoria Fattori di Roncà, l’agriturismo Al Bosco di Colognola, il ristorante-enoteca Villa Ballarini di Cellore d’Illasi e l’agriturismo Corte Bosco di Monteforte.
Asparago di Verona e vino Soave: un’intesa perfetta tra «bianchi». Nei mesi d’elezione dell’asparago, oltre ai piatti tipici della cucina locale, come gli gnocchi di patate e i bolliti con la pearà, gli avventori possono assaggiare nei cinque ristoranti della Strada del vino Soave, anche asparagi e uova sode, risotto con le punte di asparago, insalate di verdure primaverili con asparagi e menta, nonché paste fresche agli asparagi.
Ad accompagnare e valorizzare il gusto intenso e delicato dell’asparago, c’è la freschezza e la vivacità di un altro bianco, il vino Soave, prodotto dalle cantine socie della Strada e servito a seconda dei piatti nella tipologia Soave Classico Doc e Soave Superiore Docg.
E’ bene sottolineare una volta di più, che visitare il territorio della Strada del vino Soave, significa addentrarsi nel più grande vigneto d’Europa. Con i suoi 6.600 ettari di territorio vitati per la coltivazione di uva Garganega, la zona del Soave vanta questo primato a livello continentale.
Colline ricche di cantine e agriturismi, ma anche di chiese romaniche, ville, castelli e torri merlate.

2 risposte

  1. Un interessante articolo ripreso da messer Carolingio, atto a stuzzicar il mio giovin palato 😉 🙂 🙂