Mi è venuto un dubbio sulle proposte dei locali che presentano tale prodotto.

Ho sentito dire che sono una specie protetta (ufficialmente in certi periodi dell’ anno).

Mi viene da pensare cosa ti propongano i ristoratori…
Forse un surrogato orientale…
Oppure surgelato…

Vi appiccico un copia-incolla in attesa che appassionati, intenditori, pescatori, golosi (e chi ne più ne ha, più ne metta) mi dia chiarimenti.

Sono più che ben accetti commenti da ristoratori che si approvvigionano di tale materia prima 😉

Conto alla rovescia, un anno esatto di tempo, per salvare dai nuovi regolamenti europei la pesca di bianchetti, rossetti e cicciarelli di Noli, tre specie ittiche molto diffuse in Liguria, quest’ultima presidio di Slow Food. Entro il 31 maggio 2010 la loro pesca sarà vietata. Lo stabilisce il regolamento e i controlli sulla pesca tradizionale dell’Unione Europea. Solo un piano di gestione locale, a condizione che la pesca in questione sia altamente selettiva e abbia effetti trascurabili sull’ambiente marino assicurando la sicurezza biologica, potrà permettere il rilascio di permessi temporanei di pesca speciale.
Spiega l’assessore alla Pesca della Regione Liguria,Giancarlo Cassini, intervenuto nel pomeriggio a un convegno sulla pesca nella prima giornata di Slow Fish: “I piani di gestione locale, per i quali la Regione Liguria sta lavorando, serviranno a dare maggiore flessibilità all’applicazione di alcuni aspetti tecnici del regolamento e a tener conto della realtà della pesca ligure, dallo stato delle risorse per non danneggiare il patrimonio ittico, all’habitat, all’impatto socio economico. Il data-base sulla pesca avviato dalla regione Liguria sarà una importante base conoscitiva per l’avvio dei Piani di gestione locali in cui saranno coinvolti Università, pescatori e associazioni di categoria, capitanerie di Porto.

Bianchetti- e rossetti non sono la stessa cosa”.
I primi, i bianchetti, sono novellame di “sardina pilchardus” e alacce, i secondi, stesse dimensioni ma dal colore leggermente rossastro, appunto, sono già pesci adulti, nome scientifico “Aphia minuta”. I cicciarelli (Gymnammodytes cicerellus) sono pesciolini affusolati, color argento e senza squame, lunghi quanto le dita di una mano.
Per tutte e tre le specie, la pesca non avviene a strascico, ma utilizzando piccole barche, con reti tradizionali, in molti casi con la vecchia sciabica e altri strumenti antichi che il regolamento europeo abolisce.
La pesca dei bianchetti e dei rossetti è una boccata di ossigeno per i pescatori liguri, una fonte di reddito alternativo, un guadagno che in parte compensa le perdite provocate dal maltempo nei mesi invernali.

Ci sono alcune specie di pesci o di molluschi che non devono essere pescate, e tanto meno consumate. Ecco le principali:
Datteri di mare
Sono molluschi dalla conchiglia lunga e stretta, scura, che abitano nelle rocce calcaree: impiegano addirittura 80 anni a raggiungere la lunghezza di 8 centimetri. Fino al 1988 venivano pescatoi distruggendo le scogliere con i martelli pneumatici, con danni enormi ai litorali. Dal 1988 sono specie protetta.
Bianchetti e rossetti
I bianchetti, in genovese gianchetti, sono i neonati delle sardine. Pesca e consumo sono consentiti da metà gennaio a metà marzo, salvo eccezioni in alcune regioni. I rossetti sono appena più grandi, e hanno una leggera striatura rossa. In moltio mercati italiani si trovanom fuori stagione, bianchetti di origine straniera, perfino cinese.
Delfini e tartarughe
Fino a pochi anni fa, soprattutto in Liguria, era considerato piatto prelibato il mosciamme, una sorta di filetto di delfino seccato, da tagliare a fette sottilissime, come il tartufo. Per procurarselo il delfino veniva spesso ucciso a fucilate, quindi lasciato affondare. Tale pratica è assolutamente vietata. Ugualmente animale protetto è la tartaruga, frequente nel canale di Sicilia (isola di Lampedusa).

Legislazione [modifica]
In Italia la pesca commerciale è regolamentata da appositi decreti ministeriali[1], in particolare il D.M. del 1º dicembre 1989 e il successivo D.M. del 3 ottobre 1994, i quali permettono una sola raccolta annuale dal 1º dicembre al 30 aprile per un periodo non superiore ai due mesi consecutivi. La pesca in abito professionale è invece permessa, anch’essa annualmente, in un periodo tra il 15 gennaio e il 15 marzo.
A causa della prevalente scarsità di prodotto pescato e delle restrizioni ritenute necessarie, il suo prezzo al mercato ittico è sempre piuttosto elevato.
Dagli anni novanta, la vendita dei bianchetti avviene anche sotto forma di prodotto congelato.
Nella cucina ligure i gianchetti si consumano prevalentemente scottati nell’acqua salata e serviti caldi conditi con olio e limone; un’altra versione prevede il confezionamento di frittelle preparate con pastella di uova e farina o in frittate insaporite dal limone (piatto, quest’ultimo, particolarmente popolare nel ponente ligure); si possono anche semplicemente infarinare e friggere.
La varietà di colore rosso (detti ruscetti, rossetti), risulta più tenace e scagliosa al palato: pur somigliandogli moltissimo, a differenza dei bianchetti si tratta di pesci gia adulti di una specie del tutto diversa di dimensione molto piccola. Il colore rosato è molto leggero e visibile solo guardando un branco. Sono in genere piu saporiti, sono sottoposti a meno limitazioni di pesca rispetto ai bianchetti e vengono utilizzati per insaporire sughi a base di pesce, ma anche per altri usi dei bianchetti (frittelle, zuppa, farinata(con farina di ceci), ecc).

ENPA: Non comprate bianchetti
Febbraio 7, 2008
Il mare si sta sempre di più spopolando ma il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali apre domani la pesca del novellame (bianchetti) in Liguria, mentre nelle pescherie della Riviera sono già comparsi, grazie alla pesca già aperta nel privilegiato sud.
E la protezione animali savonese accetta scommesse: “Scommettiamo che ad aprile verrà concessa la proroga (che le leggi consentono solo per situazioni particolari ma divenuta una consuetudine) di un altro mese?”
Eppure da anni tutti gli organismi scientifici internazionali (FAO, WORLDWATCH INSTITUTE e COMMISSIONE TECNICA UE) avvertono: il pescato continua a diminuire, con animali catturati sempre più giovani e la riduzione del 75% degli stock di pesca delle 550 specie pescate, stanno scomparendo specie un tempo abbondanti, come il salmone, il tonno rosso mediterraneo, l’acciuga dell’Atlantico e quella peruviana, tutti gli squali, l’anguilla, lo storione e la cieca catturata per l’acquacoltura, addirittura è in riduzione l’ex comune polpo, si continuano a “sprecare” 3 animali ogni 10, non utilizzati commercialmente e ributtati in mare ormai morti (by-catch), le reti da pesca, perdute o abbandonate, continuano a uccidere per anni,mentre tutte le marinerie del mondo si oppongono a qualsiasi ipotesi di restrizione della loro attività. E’ in questo contesto tragico che il MIPAF ha l’ardire di autorizzare la pesca di animaletti di pochi grammi, che non diverranno mai adulti di centinaia di grammi e non parteciperanno alla catena biologica marina.
L’ENPA savonese lancia un appello: chi ama davvero il mare, anche contro la rapacità dei pescatori e la sottomissione dei politici, non compri bianchetti.
Per fortuna gli uomini della CAPITANERIA di PORTO di SAVONA attuano una vigilanza meravigliosa e l’ENPA non finirà di ringraziarli; invece le Guardie zoofile volontarie dell’associazione, perseguitate – malgrado le intimidazioni, le minacce ed i danni subiti – dal diniego del porto d’armi della PREFETTURA, che impedisce loro di svolgere servizi in settori pericolosi (come il bracconaggio ed i combattimenti tra cani), non possono irrogare sanzioni perché, tipico assurdo della burocrazia italiana, sono in attesa da anni dell’assegnazione, dal Ministero, di un codice alfanumerico da inserire nel verbali.

12 risposte

  1. Anche i datteri di mare ?
    Sono quelli che vengono chiamati anche cannolicchi ?

  2. Da wikipedia.

    La Ensis siliqua (noto anche come Ensis minor) è un mollusco marino bivalve della famiglia dei solenidi, appartenente all'ordine dei veneroidi. Le valve della sua conchiglia sono dritte e allungate, e gli conferiscono una forma tubolare. Di norma è lungo dagli 8 ai 10 centimetri, ma alcuni esemplari possono raggiungere la lunghezza di 15~17 centimetri.

    È simile al Solen marginatus altro mollusco della stessa famiglia popolarmente noto con il nome di Cannolicchio o Cappalunga, dal quale si distingue per la fascia triangolare che lo copre verticalmente.

    Molto diffuso lungo le coste dell'Adriatico e del Tirreno, dove vive infossato verticalmente nei fondali sabbiosi e fangosi, dispone ad una estremità di sifoni tentacolari con i quali si muove in senso verticale, ed all'estremità opposta è dotato di sifoni telescopici per mezzo dei quali si nutre filtrando l'acqua marina e trattenendo particelle di fitoplancton e sostanze presenti in sospensione.

    La riproduzione avviene nei mesi primaverili con fecondazione esterna (il maschio emette gli spermi, la femmina le uova). Le larve per circa dieci giorni appartengono al plancton, quindi raggiungono il fondale dove si insediano.

  3. I datteri non sono i canolicchi: sono più simili alle cozze, ma più allungati e di colore marrone scuro (forma e colore proprio come i datteri della palma).
    L' aspetto del mollusco è simile alla cozza, con un colore più giallo.
    Il sapore è strepitoso, ma purtroppo in Italia non è lecito raccoglierli (si demolivano le scogliere, per farlo) e venderli. I fortunati possono trovarli (per quanto ancora?) in Slovenia.

  4. @panamis: per la Slovenia non ne sono più sicuro, ma in Croazia li puoi gustare sicuramente 😉 🙂

  5. Grazie mille a tutti Voi per il chiarimento. Mi ero preoccupata , visto che adoro i cannolicchi.
    A dire la verita' ha mangiato spesso anche i bianchetti,e non mi aspettavo una cosa simile dietro.
    Ma allora quando vengono proposti.. da dove arrivano ?

  6. anch'io vedo molti bianchetti in commencio…… 🙂 speccialmente nei bar 🙂 ha…ha…ha…ha
    Scusate la battutaccia, ma non ho resistito 🙂 🙂

  7. Bicio, ridi poi meno anche te se te li faccio fritti i bianchetti di cui parli 🙂 🙂 🙂

  8. Non ne sono sicuro, ma anche in Croazia/Slovenia i datteri possono essere trovati al ristorante, ma anche là dovrebbe essere un reato la loro raccolta/commercializzazione