Quella che vi propongo è una poesia che mi ha fatto leggere una mia paziente l’altra sera. La signora si identifica molto in questi versi, “essendoci passata anch’io, so cosa vuole dire…”.
Lo so che non c’entra niente col mangiare, ma mi è piaciuta e voglio riproporvela. Solo chi c’è passato dentro o chi, come me od altri, sono, in un certo senso, addetti al settore, cioè hanno a che fare con malati di questo tipo, o hanno parenti o amici o conoscenti che hanno avuto la jella di averne avuto bisogno, possono meglio comprendere le parole di questo scritto.
Sulle prime il nome dell’autore mi ricordava qualcosa…. Giorgio Noera…. non era un nome nuovo, poi sono andato in rete a vedere se risultava qualcosa ed ho scoperto chi è. E’ un medico che ho conosciuto almeno trent’anni fa, quando ero interno (facevo praticantato) o a Chirurgia d’urgenza o ai Laboratori di Clinica Chirurgica, non ricordo bene, ma gli anni erano quelli.
Ho scoperto che ha scritto questa poesia perchè ci è “passato dentro” anche lui e queste sono le sue parole in un’intervista che ho trovato in rete (http://archiviostorico.corriere.it/1996/novembre/04/PER_NOI_VITA_ANDATA_AVANTI_co_0_9611048764.shtml): “Adesso sono un medico migliore………La storia della mia malattia comincia con un’autodiagnosi di tumore, rivelatosi poi una leucemia, un mese prima della nascita di mio figlio. Non ho fatto niente per non turbare quel momento cosi’ delicato fino al parto; dopo due giorni, mi sono ricoverato in condizioni disperate ed e’ cominciato l’iter delle cure, la chemioterapia, il trapianto di midollo. Uno dei problemi e’ la “sindrome del reduce”, ti mancano le energie per inserirti in un mondo produttivo. Lo stato d’animo che subentra dopo viene dal fatto di pensare: sono vivo e vado avanti progettando e sperando. E visto che faccio il cardiochirurgo, e’ anche cambiato il mio rapporto con i pazienti, che e’ diventato meno distaccato e professionale, piu’ umano.”
Chemioterapia
Mi demoliscono pezzo per pezzo.
E’ uno squartamento chimico
e i pezzi sono tenuti insieme
dai più sudici elementi.
Si spara nel mucchio
con alto sacrificio delle parti sane.
Ma la signora che veste in nero
e tiene le rose
recise di maggio in mano
continua a camminarmi accanto.
Il minimo diventa un traguardo.
E si matura nel profondo
dove la chimica non arriva.
E’ forse questo che mi farà vivere.
Ed ora, è solo il mattino.
Giorgio Noera, 8 Maggio 1991
Non si puo' dire Bella…ma toccante e vera mi sembrano gli aggettivi giusti…
bella ovviamente in quel senso….
Caro GROG hai fatto centro anche questa volta.
Purtroppo ho idea di cosa stà sotto queste parole e le ho trovate particolarmente toccanti.
Riflettere su chi purtroppo vive queste esperienze ( e parlo anche di chi le soffre intorno alla persona cara che deve passarci ), deve farci amare ed apprezzare ogni minuto della nostra vita .
E' meraviglioso che Gustamodena sia anche un sito su cui pensare a questi argomenti !!
bravo Grog ! Ottimo spunto e splendida poesia !