…..Si, siamo gente nostrana, non c’e’ ombra di dubbio… cambiano le mode, le passioni si alternano, si cercano gusti nuovi, la curiosita’ ci porta ( per fortuna..) a sperimentare, e si prova, ci divertiamo, ci entusiasma la novita’…poi….che strano… si torna a casa…Con calma ho cercato tutte le recensioni con tanti cappelli, ho riletto quelle che mi sembravano le piu’ entusiaste, quelle che descrivevano le emozioni piu’ intense, quelle che “ispiravano le emozioni piu’ intense”…quelle che ti riportavano ai bei ricordi …ne ho trovate tante, poi ho provato a fare un piccolo bilancio..( ooopss, mi sembra di essere in ufficio..)..diciamo a cercare quello che avevano in comune….e, indovinate un po’??..non c’e’ nulla che ci entusiasmi di piu’ delle cose buone di una volta…i classici tortellini ,tortelloni ecc..che assomigliano tanto a quelli delle mamme o delle nonne, il gnocco fritto che a casa non si usa piu’ fare, e tutti quei meravigliosi piatti che la nostra frenetica e assurda vita moderna non ci lascia piu’ il “”tempo di cucinare.”” Amiamo quei locali dove ti senti come a casa , semplici caldi e accoglienti come una grande famiglia.. e a volte il cappello in piu’ e’ solo l’espressione del godimento provocato non solo dal cibo in se’ stesso ( se dovessimo analizzare in modo scientifico e razionale ogni portata della stessa cena o pranzo, difficilmente si arriverebbe a 5cappelli!), ma a tutte le sensazioni ( che pertanto rimangono rigorosamente “SOGGETTIVE”) che ci hanno provocato quel senso di benessere e di piacere in quel particolare momento. E sono tutte cose ESTREMAMENTE IMPORTANTI, e secondo me sono anche queste le cose di cui tener conto quando leggiamo una recensione..Indipendentemente dalle opinioni degli altri, sono le nostre emozioni che devono prevalere sul nostro giudizio, certo e’ che se un commensale, recandosi in un locale, ritrova le stesse emozioni di cui aveva letto in una recensione altrui…beh! E’ una cosa splendida…e complimenti a chi ha saputo rendere possibile tutto questo.!..Visto che siete tutti maschietti, apro un post a parte, e dedico a tutti voi queste frasi di Giovannino:
Io so che quando ero ragazzo mi sedevo spesso sulla riva del grande fiume e dicevo:
                   “Chi sa se, quando sarò grande, riuscirò a passare sull’altra riva!”.
                   E spesso vado a sedermi come allora sulla riva del grande fiume e, mentre mastico un
                   filo d’erba, penso:”Si sta meglio qui, su questa riva”. …Perche’ si, alla fine siamo tutti “”GENTE NOSTRANA””…e ..
“Divertimento” inteso nel senso più nobile della parola, non nel significato etimologico del “divergere, allontanarsi da se stessi”, ma in quello di “trovare soddisfazione” e di riempire di gioia la nostra anima.

21 risposte

  1. propria 'na bela riflesioun , dimondi nustrana 😉
    a sun cumpletameint d'acordi teg :yes:
    breva , mo breva daboùn mia da burla :clap: :clap: :clap:

    l'è veira , anca sa ghe un quelchidun d'la basa a som propria tota ginta nustrana e magnom gnoc fret e turtèe

  2. a cred d'eser'm spieghèe mel
    an pinsava mia a la nostra basa ,
    ma a la basa in do vinen sò i mandarein, i arans , i limoun
    😉 😉 😉
    am sun spieggée adesa ????

  3. Ciao tata, veramente bellissima. Ho apprezzato molto l'ultima frase sul divertimento. La giro anche ai miei studenti, credo che ci sia molto di vero, anche per loro.
    Non so se io sono proprio una "nostrana", ma certamente cerco di conservare quella purezza di cuore che mi fa apprezzare le cose belle e semplici, quella che, anche, mi fa amare cosi tanto questo sito.
    Grazie 🙂

  4. per gente nostrana io intendo gente pura, semplice , quella "pane al pane e vino al vino", non nel senso geografico del termine, nostrana come puo' essere una pagnotta senza additivi chimici,di qualunque paese essa sia..spero di aver chiarito meglo quello che ho voluto dire… :inlove:

  5. :clap: :clap: :clap:
    Davvero una bella riflessione, che unisce i palati ed i cuori all'ombra di percezioni ed emozioni collettive, ispirando la sensazione di nuotare in un mare di empatia.

  6. Mo che bella riflessione che hai fatto, cara Tata… e per l'occasione mi autoapproprio della definizione "baffo senza addittivi chimici" (proprio carina :chuckle:).

    Comunque at dàg rasòn, nel senso che cerchiamo nuovi posti, odori insoliti, sapori inconsueti, preparazioni originali… ma quando sentiamo bisogno del caldo abbraccio, della sicurezza, delle sensazioni più vere e più profonde… battiamo sempre lì.

    Il "lì" è la cucina tradizionale, quella che ci ricorda l'infanzia, l'adolescenza, la famiglia, la mamma, la nonna… e così via… quindi tutto quanto può evocare dei bei momenti passati. Ma non solo la cucina intesa ne vero senso della parola, bensì anche luoghi, persone, locali, colori, arredi, dialetti… e via dicendo.

    Ritengo che chi si riconosce nella Tua definizione di "gente nostrana" abbia un viscerale bisogno di nutrirsi di queste cose… una sorta di motorino infinitesimanente piccolo nascosto nel nostro inconscio che ci consente di affrontare la vita di tutti i giorni con maggiore serenità :-).

    Bèla lè… e adèsa per festegièr a's fàm un pistòn ed lambrósc! 😉

  7. sarò brevissimo :rofl:
    distinguo !!!!
    il fatto è che spesso una battuta scritta non ha la medesima efficacia di una battuta buttata lì (giuoco di parole) :chuckle:
    dal vero una battuta ha sempre un effetto diverso 😉
    effettivamente nel mio pensiero dialettale avevo definito "tutti nostrani" senza distinzione di provenienza , razza , religione e credo politico :rofl:
    poi nel precisare a joy che "qui d'la basa" erano altri ho sicuramente dato l'impressione di travisare il precedente pensiero 😥

    e dopo aver chiarito ciò : Zèmian a t'è armes un bicer ed lambrosc che me ag met dù p'coun ed gnoc fret ??? :rofl: :rofl: :rofl:

  8. @zemian "baffo senza additivi chimici" , io mi tengo la "pagnotta senza addivi chimici" :rofl: :uahah: e un grazie a tutti per aver compreso 🙂 🙂

  9. Egregi Signori… per chi non lo sapesse (Testapelata ascolta… magari a Rèzz a'n ghé ménga al bàfi! :chuckle:) il baffo è una pagnotta di pane comune, di dimensioni generose e moooooolto buona.

    Non a caso è "de ching of de pan comun". :sbav::-)

    x Testaplèda: con un bicér ed ed lambrósc andám pòc in là… però a g'ò incára càl dùu bòzli ed l'ultma vòlta c'as sám vést!!! Bisàgna propria tirèrg al còl cumpàgn a dùu tuchèni… :uahah: :trink2:

  10. Vèè Zémian eri proprio in stato comatoso l'altra sera , non Ti ricordi che abbiamo parlato di pane passando da Rivalta ????

    x l'amico Rolando : a completamento
    PAN D'UN DE'
    PERSOT D'UN AN
    E UNA ____ ED DESDOT AN

  11. Vèe Zócaplèda… t'èe propria rasòn… a m'era desminghèe! :mmm:

    Però la versione modenese della tua filastrocca prevede al "vèn d'un àn" inveci che al persótt… 😉

  12. Desminghèe = dimenticato (per chi pensa che Romeo e Giulietta siano automobili pensate ad Arese anzichè una nota ditta veronese produttrice di piccoli balconcini su misura). :rofl: 😆

  13. ahahahah… avevo capito cosa vuol dire desminghèe… 🙂
    la mia domanda poneva un'ipotesi diversa… :rofl: :rofl: