La poesia di GROG e la risposta di candy mi hanno fatto pensare ad una visione diversa della nebbia, l’altra faccia della medaglia insomma…perchè ce nè sempre una….
Mirco abbozzò due passi verso la finestra semichiusa e un refolo di vento freddo gli penetrò tra le maglie della tuta sgualcita dal sonno.
“Devo assolutamente insegnare al gattaccio a chiudere le ante quando rientra a casa!” Pompeo, il suo “gattaccio” miagolò il proprio dissenso.
Con i muscoli ancora indolenziti dal duro turno di lavoro in fabbrica, Mirco chiuse i vetri e guardò l’orologio.
“Fantastico! sono le sette, esco!”
Mirco da sempre amava la nebbia, specialmente dopo il lavoro e prima della cena.
Nella sua vita, sacrificata dal sudore reale di tutti i giorni, la coltre caliginosa rappresentava una vera catarsi.
Egli amava immergersi nell’umida penombra della sera ed immaginare un mondo migliore, dove i contorni sono sfumati, dove i suoni non sono definiti e dove il dubbio di quello che hai davanti, ti lascia sempre una via di uscita.
Non come nella realtà dove ogni situazione è una sentenza.
Adorava la bruma perchè gli dava la possibilità di vivere una vita al condizionale e sceglierla come meglio credeva.
Se fosse….,se succedesse…..
La nebbia era il giusto anfiteatro per i propri sogni.
Inforcò il suo cappotto grigio ed uscì fuori.
Fece un bel respiro e l’aria elettrica intrisa di vapore gli pizzicò le narici, sollevò il bavero, accese la sua Winston e prese la via del parco.
Adesso sì, che si sentiva vivo!
La vita al condizionale….Ora si Che mi sento viva fratellone !
E' molto bello….:)
Molto bella Frittella, e giusta riflessione : e' una cosa fantastica scoprire come ognuno di noi vede nella stessa cosa sfumature diverse, e sempre interessanti 🙂
Solo cosi' gli essere umani possono arricchirsi a vicenda 🙂
condivido! 🙂
A metà credevo che finisse con un incidente stradale, se per la via fosse passato un ubriaco…… 🙂
Era la porta del retro Grogghino, quella più sicura 😉