Scrivere una recensione su di un ristorante è sempre stato un mio desiderio;per cui,un doveroso grazie a GM.Fino a una manciata di anni fa recensire un locale era un lavoro da “adetti ai lavori”.Il web ha dato la possibilità a tutti di esprimere una propria opinione in merito;ed è superfluo sottolineare la sua straordinaria utilità .
Mentre scrivevo la mia prima recensione mi sono accorto il costo che essa richiede:l’obiettività .Non è facile dopo aver appoggiato la forchetta al tavolo ed impugnare la penna(hem!tastiera!),e scrivere con lucida analisi quello che si è mangiato e bevuto e relativo servizio.Da “dilettante” della recensione temo le svariate “contaminazioni” che possono creare una “recensione NON obiettiva”:una eccessiva familiarità con il proprietario del ristorante in questione,una compagnia travolgente,l’annebbiamento alcolico,il timore di essere troppo fiscali ed esigenti.
E’ anche vero che noi dilettanti,rispetto ai giornalisti del settore,non abbiamo “l’assillo del compito”;dopo aver mangiato, la stesura di una recensione è a nostra completa discrezione.Mi pongo una domanda:ma anche i blasonati free lance del giornalismo enogastronomico sono al riparo da “contaminazioni” o “pressioni” che minano l’obiettività di una loro recensione?
Ho la massima stima di coloro che riescono a relizzare recensioni chiare,semplici,e sopratutto OBIETTIVE;su GM ho trovato una bellissima realtà che porta a tutto ciò.
Il mondo della ristorazione è un pentolone in continua ebollizione;e una “pressione” sul coperchio e quantomeno raccomandabile per evitare che l’acqua esca e rischi di abbassare il “fuoco della passione per la buona tavola”.Una recensione obiettiva è sempre una valdissimo strumento per chi deve “mangiare”;ma lo è altrettanto per chi deve “produrre cibo”,migliorando conseguentemente alcune “falle” in cucina.
Un salutone a tutti!!E….
Buona obiettività a tutti!!!
Ciao Furzeina,
le tue riflessioni le trovo giuste.
Però credo che un'esperienza gastronomica non sia soltanto dare un voto al cibo, ma comprenda una serie molto ampia di fattori (atmosfera, arredamento, servizio, conto)che si sommano alla qualità delle pietanze.
Tra l'altro, spesso, le recensioni fatte da professionisti della penna finiscono per essere delle mere dimostrazioni di tecnica degustativa e non fanno trasparire la "magia" di un piatto o di un locale.
Per concludere, penso che a noi "appassionati" della buona tavola non rimanga che un'arma da affiancare all'obbiettività: la sincerità! Io non mi aspetto che una recensione di GM sia sempre obbiettiva, ma mi aspetto che sia sempre sincera.
Poi, in base ai nostri gusti personali puoi trovare i recensori che sono più affini ai tuoi e seguirli…..
Io qualche punto di riferimento l'ho già trovato 😉
Adìo Zèmian.
Ciao Frittella!
Nel mio post ho omesso da svista anche "ambiente";con questo, non volevo relegare questa forma descrittiva come semplice "accessorio".Anche io considero l'atmosfera,arredamento,e conto,importanti per un valido giudizio globale di un locale.La"magia" ,parlando per esperienza personale,tavolta la si trova nelle persone;una bella credenza di fine 800 ben allestita è "bella" da vedere.La verità,è che noi italiani,spesso,ci facciamo "suggestionare esteticamente dal bello" esaltandone attraverso una sorta di "doping-emotivo" una realtà virtuale tutta nostra.Io credo nelle persone magiche(non nei maghi in tv!!).E' paradossale osservare questo paese nelle sue "straordinarie miniere artistiche" dei suoi innumerevoli musei;e scoprire amaramente,che una grande quantità di essi sta andando allo sfascio.E' paradossale che tutti noi siamo "sensibili" al gusto "del bello" nella scelta di un vestito,di un'automobile,di un ristorante,e poi dimenticarci completamente di "altre forme di bellezza".Forse il grande "macigno" di essere detentori nel mondo del cosidetto MADE IN ITALY ci fà inconsciamente recitare la parte di "portabandiera del bello",chissà.Da qualche tempo cerco di attingere alla mia filosofia di vita un po' di sano PRAGMATISMO(che non fa mai male);e da buongustaio che sono io,sono sempre alla ricerca di locali poco appariscenti,badando più alla "sostanza" che alla "forma".E ho capito che molto spesso il BUONO si nasconde nel BRUTTO.
A noi comuni mortali l'obiettività è quella "più alla mano"(per modo di dire..).La sincerità è una purezza che porta al sentiero della VERITA';che è,l'apice di qualuque pensiero e dottrina filosofica universale.
Adio Zèmian
Ma come parlate bene voi……
Furzeina, è sempre un piacere leggerti.
Sembra di essere al festival della filosofia. Complimenti, bellissime parole, mi piacerebbe conoscrvi attorno ad un tavolo, poichè dovendo restare a bocca aperta per ascoltarvi sarei facilitato per riempirla…. 🙂 🙂 🙂
Spero vivamente di conoscervi al prossimo aperitivo GustaModena.
Adio Zèmian
Bravo Furzeina, condivido il tuo ragionamento sul "made in italy".
Voglio però sottolineare che parlando di altri fattori che determinano un giudizio, non mi riferivo certo a qualcosa di necessariamente bello in senso "oggettivo". Tra i miei locali preferiti ci sono Ermes, trattoria secchia, la cà dal porc e da rana….
Come puoi vedere non è il bello che mi seduce 😉 ma l'umanità!
Visto che diamo un giudizio critico ai locali che frequentiamo e non solo al cibo che mangiamo, cercavo solo di far capire che trovo inscindibili tra loro le varie componenti che formano lo "stare a tavola".
Mi aggiungo al buon GROG nell'augurio di conoscerci presto, è sempre un piacere condividere le mie opinioni con te e gli altri "mangioni".
Ancàra, adìo Zèmian.
Gran bel post.
Devo masticarlo ancora un po, ma mi piacciono certe cose dette.
Personalmente credo che l'obbiettività sia una chimera e che l'unica verità sia che una verità non esiste (sto tagliando con l'accetta, chiaro, ma se mi mettessi a parlare di a-letheia davvero travalicheremmo il ruolo di GM).
Tuttavia la sincerità credo sia qualcosa cui si può aspirare, anche se forse non raggiungere, io mi ci provo, e così tutti voi, confido.
condivido, gran bel post, ottimo spunto di riflessione, e non cosi' semplice da assimilare.
Aggiungo che anche io sono persuaso che l'obiettivita' non sia raggiungibile, dato che partiamo da percezioni inevitabilmente soggettive, ma che possiamo arrivare alla sincerita' (che usata assieme al profondo rispetto, diventa uno strumento formidabile, secondo me).
E aggiungo che quello che mi emoziona davvero nelle recensioni e' proprio questo aspetto 🙂
Ringrazio tutti per aver risposto al mio post;e di aver sollevato in voi un utile spunto di riflessione.Ho una gran voglia di conoscervi anche io;Mizoguccini ho già avuto il piacere di conoscerlo qualche mese fa da Ermes in un piacevolissima pranzo(era proprio di fianco a me).
Io credo che ridendo e scherzando abbiamo creato un bel "dilemma filosofico":"essere obiettivi o essere sinceri"?Un dilemma da consegnare al prossimo festival della filosofia,che si tiene,guarda caso a Modena.
Un salutone a tutti!!!
Zio sei normalissimo!!E credo che tu abbia capito molto bene!!Se una persona si può definire sincera è automatico che sia anche obiettiva!La sincerità,è uno stadio di purezza che non accetta compromessi di ogni sorta.L'obiettività invece può essere "isolata";cioè si ha il "dono" di valutare cose,persone,eventi,con un metro di giudizio "pulito e lineare":OBIETTIVO.
ESEMPIO :
Se Mario dice alla moglie -"Vado al bar!"-.Ivece di andare al bar Mario va a "donnine".Rincasando la moglie gli domanda -"Allora com'è andata al bar?"-E Mario risponde-"Benissimo!!Ho assaggiato un nocino nuovo!!"-.E' evidente che Mario non è stato sincero;è un bugiardo!
Se Mario invece andava veramente al bar;e il barista gli diceva-"Mario ho comprato una nuova marca di nocino ,hanno detto tutti che è buon,assaggialo anche tu!"-(IL NOCINO E' UNA SCHIFEZZA)Mario assaggia il nocino e dice-"Ma si..non è male!"-.
A questo punto Mario non si può definire proprio un BUGIARDO;ma sicuramente il suo giudizio non è OBIETTIVO.
E qualcuno potrebbe sicuramente "obiettare" il tutto con la classica frase :
NON E' BUONO CIO' CHE E' BUONO,MA E' BUONO CIO' CHE PIACE.Magari quel nocino a Giorgio(uno a caso)piaceva molto!Chi può dire con certezza e obiettività che quel nocino è veramente triste?Bella domanda.Sicuramente una persona che ha "memoria gustativa";e può sicuramente distrcarsi con diversi parametri olfattifi e gustativi.Sapere se c'è della cannella,o chiodi di garofono…o qulcos'altro.E dopo averlo bevuto,con faccia tosta(da non confondere con la sincerità)dice-"Questo nocino non è buono!"-.Il chè potrebbe risultare antipatico a Giorgio,che invece considerava quel nocino buono.
RICAPITOLIAMO :
Se leggi attentamente il post di risposta a Frittella,ho posto l'obiettività un "gradino" sotto alla sincerità.La SINCERITA' è infinitamente più pura dell'obiettività;ed è un gradino sotto alla VERITA',che è l'apice.
E' evidente allora che se uno si definisce SINCERO deve essere giocoforza anche OBIETTIVO!!
Bravo Zio!Hai capito bene!
Un salutone a tutti!!