Fulvio Pierangelini (chef e patron del famoso ristorante Gambero Rosso di San Vincenzo a 60 km da Livorno da me recensito su GM) magnificato da tutti i media, due stelle Michelin, Miglior cuoco italiano della guida dell’Espresso 2008 (19,5/20) che lo presenta come “un personaggio che non si discute: lo si ama semplicemente per il suo estro creativo e per la capacità di stupire”
In effetti mi ha sbalordito poche settimane fa a Parma in occasione di un convegno sulla “evoluzione delle abitudini alimentari degli italiani” è salito in cattedra, davanti ad una nutrita platea di accademici, operatori del settore e giornalisti, con queste testuali parole:
“Nell’opinione pubblica c’è stato un passaggio troppo repentino dall’ignoranza alla presunzione. Oggi tutti sanno tutto o pensano di sapere tutto e si credono dei critici per il solo fatto che mangiano dal primo giorno che sono arrivati al mondo. Una volta, prima dell’invenzione di internet, i disperati che vivevano in solitudine venivano definiti sfigati, ora blogger così come nickname va tradotto con delatore piuttosto che spia”
Nessuno fra gli autorevoli giornalisti presenti è intervenuto sull’argomento e questo fa pensare che facciano parte dello stesso carrozzone mediatico che premia e castiga secondo convenienza.
Imparo poi una precedente frase del Sig. Fulvio: “I blog stanno al giornalismo come la pedofilia all’amore”
Partecipava anche il giornalista Paolo Marchi, ideatore di identitàgolose.it (il più importante congresso italiano di cucina d’autore che si terrà a fine di questo mese a Milano) il quale ha definito queste esternazioni “scomode verità, che andrebbero discusse”
Discutiamone dunque …

Per me è “il bello della diretta” la rete non è imbavagliabile e sfugge ai controlli dei media ufficiali, gli unici fin ad ora consentiti e sostenuti dalla filiera del business della ristorazione e della enogastronomia.
Google estrapola democraticamente tutte le recensioni ed oltre a quella dell’insigne giornalista anche la mia.
E’ per questo che sono tutti così arrabbiati !!!
Come se qualche internauta si fosse permesso di giudicare un artista famoso come Picasso, Fontana, Antonioni, ecc… e perchè no ?
L’opera d’arte che mi viene servita nel piatto può anche essere discutibile e potrei non essere ritenuto in grado di giudicarla, ma l’arte dell’accoglienza, dell’ospitalità, del rispetto del Cliente e soprattutto dell’educazione è riconoscibile da tutti ed è il minimo che uno può aspettarsi da un ristoratore che, pur reputandosi un grande artista, gestisce e vive dei proventi di un locale pubblico.

A mio giudizio vale comunque la pena di correre il rischio che qualcuno possa denigrare infondatamente un ristoratore per motivi personali, ma sta poi nel lettore dare il peso che meritano le varie recensioni e leggendole si riconoscono subito gli incompetenti millantatori.

Il vantaggio è però quello di poter far conoscere e premiare anche quei bravi cuochi che lavorano appassionatamente per la nostra felicità, ma che sono trascurati dai media.

Inoltre non capisco perché chi lo fa per mestiere ed ha la tessera da giornalista deve avere maggiori capacità di critica gastronomica rispetto a chi visita costantemente i ristoranti solo per disinteressata passione personale ?

7 risposte

  1. ciao castigapiatti,
    mi par di capire che la risposta al tuo quesito sia gia' data, nella domanda.

    Mi verrebbe da riassumere il mio parere con la frase di Forrest Gump "stupido e' chi lo stupido fa".. ma poi magari qualcuno troppo suscettibile si offende perche' pensa ce l'abbia con lui.. e non e' cosi'.. 🙂

    Ci tengo pero' a chiarire la mia posizione.

    Non sono al corrente delle esternazioni di Pierangelini, di cui sinceramente fino a ieri ignoravo l'esistenza, e prendo per buone le affermazioni che tu riporti virgolettate.

    Trovo sempre repellente il modo in cui i media tradizionali trattano internet (io ovviamente sono un fan di internet, pur riconoscendole tutti i suoi punti deboli), ma qui si aprirebbe tutta una polemica a parte, che penso sia inutile affrontare qui.

    Riguardo a Pierangelini, dopo il tuo post ho cercato un po' su google e ho visto che in effetti pare che ce l'abbia abbastanza con la rete,e in particolar modo con i blogger.

    Questo non sposta di un bit l'atteggiamento di gustamodena, che cerca di essere sempre quello: con rispetto, serenita' e sincerita' si descrive la propria esperienza, attribuendo una valutazione che puo' essere un valido suggerimento per gli altri.

    Sono, a mio avviso, da evitare le guerre di posizione; e l'episodio che citi suona come un papabilissimo appiglio per una diatriba ideologica e non di sostanza.

    Cercando di concludere (scusami, ma e' mezzanotte passata e non sono piu' abituato.. 🙂 ) capisco lo sfogo, ma non vorrei che diventasse uno scontro tra tifoserie 🙂

    Credo che il modo migliore per far valere la propria credibilita', anche contro le guide blasonate e i media onnipotenti, sia scrivere le recensioni con misura ed educazione, come tu e tantissimi altri utenti di GM facciamo da sempre.

    Noi continuiamo a far bene, e lasciamo che chi vuole "sparlare", sparli.

    Il bello della rete e', come indicavi giustamente tu, che tutti sanno leggere e farsi una loro opinione.

  2. cosi..su 2 piedi..forse a questo autorevole signore gli brucia che magari si possa parlar male della sua cucina.che poi,voglio dire,de gustibus..e lui chi è x mettersi in cattedra e tapparci la bocca?se a me non piacesse la sua cucina???cioè..guardiamoci nelle ballotte degli occhi..non è micca il messia sto qua..sarà il miglior chef della galassia,ma che si dia una calmata xchè paragonare una persona che ha un blog ad un pedofilo,mi pare veramente eccessivo.che sia dia un'abbassata alle piume e che ritrovi un pò di umiltà..che non guasta mai,anzi…

  3. ieri sera leggevo su "chi"un'intervista a questo personaggio,spinta ancora dal nervoso x ciò che ho letto qua..avevo ancora il dente avvelentato..e giuro sembra un'altra persona,la beatitudine fatta a cuoco.faceva battute con vissani e lodava l'arte di far da mangiare x gli altri,dicendo che spesso,dopo che ha servito le pietanze ai tavoli,sbrircia le espressioni di chi le mangia x cercare di capire che effetto fa..
    e che soffriva x come veniva dipinto dai media..che l'aggressività che ha è una corazza x nascondere le sue debolezze e tutte ste cose qua..alora..io vado da lui x mangiare bene,non x psicanalizzarlo,quindi,se tanto mi da tanto e se la sua aggressività ha delle motivazione,ciò non toglie che la scortesia e la maleducazione,anzi,la cafonaggine non abbiano scusanti..

  4. Caro Castigapiatti, inutile dire che trovo ragionevoli le tue conclusioni e il sito, che frequentiamo sicuramente anche per questo, è da tempo orientato proprio in favore della moderazione e della qualità di pensiero. Ringraziandoti per l’opportunità che le tue riflessioni concedono, chiedo scusa se prendo le mosse da quanto scrivi per affrontare l’argomento più in generale, sia perché sono convinto che lo stesso abbia un significato che va oltre lo specifico episodio o settore, sia perché sono certo che il mio punto di vista possa essere meglio compreso. Riprendendo le tue considerazioni finali, io credo che internet rappresenti una grossa opportunità, ma questa riflessione spontanea sono certo meriti di essere precisata meglio. E’ uno strumento che dà voce a tanti che solo sino a ieri erano strumento passivo di giornali e televisioni. Attraverso la rete abbiamo imparato che non sempre le notizie che vengono “sbattute” in prima pagina sono quelle che fanno veramente scalpore, che sono nati tanti nuovi e straordinari rapporti di amicizia, che tante conoscenze, relegate e rilegate in libri e biblioteche sono improvvisamente a portata di mano. Da attore e testimone allo stesso tempo, potrei riferirti la mia significativa e personale esperienza familiare in merito a teorie innovative, oggi universalmente riconosciute e praticate, che hanno aumentato la qualità della vita e l’efficacia delle terapie nella cura del male del secolo (non so se è corretto chiamarlo ancora così….). Tutto questo è indiscutibile, e tanto altro ancora potrebbe essere scritto in questo senso, eppure perché definire tutto questo come un’opportunità e non come una rivoluzione positiva? Sempre attraverso internet abbiamo imparato che la malavita ha trovato nuova linfa per i propri commerci illeciti, la depravazione e la devianza nuove opportunità di diffusione e la volgarità (e mi riferisco ai siti di chi nega la convivenza civile, propagandando la violenza terroristica e/o l’odio razziale) un nuovo palcoscenico dal quale tentare di infiltrarsi nelle nostre case. Tutto questo è indiscutibile, e tanto altro potrebbe essere scritto in questo senso, allora perchè definire tutto questo un’opportunità e non invece come immondizia? A mio parere la rete non è altro che la fotografia del nostro tempo, un’immagine spesso più reale, nel bene e nel male, delle copertine presentate dai giornali o dai titoli scelti dai notiziari televisivi. Io sono convinto che la diffusione di un’idea positiva, una vita salvata, un’amicizia o un amore trovato compensino ampiamente la bruttura che cerca di farsi spazio sulla rete. Dar voce a chi non ha voce può essere un rischio, ma va corso se vogliamo che l’umanità cresca, perchè non è mai servito a nessuno negare che il male esista. Scusami l’introduzione un po’ articolata, ma a me serve per poter affermare senza ombra di dubbio che LA VERA DISCRIMINANTE NON È LO STRUMENTO, GIORNALE O TELEVISIONE, BLOG O FORUM CHE SIA, MA LA QUALITÀ DI CHI PARLA, DI CHI SCRIVE, DELLE COSE CHE HA DA DIRE e, come giustamente dici, dare l’opportunità a chi legge (o che segue un programma) di comprendere la differenza e farsi un’idea. In fondo internet è solo uno “…strumento dove puoi trovare i versi di Shakspeare o i paciughi di un imbecille…” e chi legge non fa fatica a comprenderlo. Quello che io più colgo nelle affermazioni dello chef, che hai riportato, non è tanto o solo il narcisismo o la presunzione, e vorrei qui ricordare che lo snobismo trae le proprie origini non dall’arte ma dal provincialismo culturale. Tanti grandi artisti, infatti, in campi ben più nobili della gastronomia, sono noti per il loro pessimo carattere. QUELLO CHE PIÙ MI COLPISCE È LO SCAGLIARSI NON CONTRO CHI HA OFFESO E I LORO ARGOMENTI, MA CONTRO LO STRUMENTO CHE HA DATO LORO VOCE. Dal momento che non può essere la tessera di giornalista, o la patente di “esperto”, la linea di demarcazione che separa in modo netto e senza chiaroscuri l’ignoranza dalla conoscenza, la cultura dall’inciviltà, queste affermazioni sembrano proprio rivendicare il ruolo “censorio” di giornali e televisioni dove, secondo la visione che traspare, grazie a ben educati critici, altrettanto gelosi del proprio ruolo esclusivo, non si corrono certi rischi. Inutile criminalizzare internet, così come credo non si debba fare per giornali e televisione. GIUSTO INVECE È PUNTARE IL DITO CONTRO CHI DI TUTTI QUESTI STRUMENTI FA UN USO PERSONALE. Per esempio a scopo diffamatorio, dando voce alla maleducazione, come può succedere su internet. Oppure porta avanti il tentativo di mistificare la realtà per trarne vantaggio, come può succedere per giornali e televisioni, a prescindere dall’argomento. Vorrei terminare, per essere ancora più esplicito, con le parole di Italo Calvino :” L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio…” (Le città invisibili – 1972). Ogni contributo in questo senso è un piccolo tratto di strada verso un mondo diverso, senza pregiudizi e anche senza “innominabili”. E questo contributo può anche arrivare dando voce A CHI MERITA DI AVERE VOCE. Grazie a GustaModena e al suo ideatore, tu, io e tanti altri amici stiamo tentando con semplicità e modestia di “… farlo durare e dargli spazio…”. Ringrazio e mi scuso per la lunghezza.

  5. Pierangelini credo sappia cucinare ma non sa fare delle correlazioni esatte: avrebbe potuto dire "i blog stanno al giornalismo come la MASTURBAZIONE (non certo la pedofilia) sta all'amore". Avrebbe avuto molto più senso, in alcuni casi (non mi riferisco a niente di specifico in questo momento, ma penso sia capitato a tutti di incappare in un blog particolarmente insulso, noioso e sbrodolante autocompiacimento) è sicuramente vero. E nella masturbazione non c'è nulla di male, solo è un po' sterile.
    GM peraltro non è un blog, ma un sito fatto a più voci… quindi se mai un'orgia, ma tra adulti consenzienti. 😉

  6. 🙂 non avevo mai fatto caso a questa possibile associazione… meglio che ritiri l'iscrizione di mia moglie! 🙂